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Parlaci un po’ di Sensoworks? Cosa spinge il papà del beer-tracking di YHOP a costruire una soluzione per il monitoraggio predittivo dei cavalcavia autostradali? 

Da appassionato di tecnologie ormai da vent’anni, mi piace pensare che queste possano davvero contribuire sempre di più a migliorare le nostre vite. Molto spesso tutto ciò che è tecnologico e innovativo ci spaventa. Siamo purtroppo ancora legati al concetto che tutto ciò che sia poco tangibile come può essere un algoritmo, un software, una piattaforma sia qualcosa di magico, di poco controllabile, di strano. Questo perché poniamo le nostre radici in un sistema fondato sul concreto, sul tangibile per cui il progresso viene misurato grazie alla realizzazione di oggetti fisici, o di processi che portano alla realizzazione di questi, per l’appunto tangibili. Dobbiamo toccare con mano.

Ma non ci rendiamo conto invece di quanto gli algoritmi, elaborati, scritti da persone umane e non maghi nell’ultimo ventennio abbiano invece contribuito ai progressi fatti in tutti gli ambiti, da quello scientifico a quello sociale, dall’istruzione a quelli legati ai recenti sviluppi industriali. Per questo ad oggi sono sempre più appassionato delle tecnologie. É finalmente sempre più evidente quanto queste abbiano e continuino a contribuire al progresso, con tutti i relativi aspetti positivi e negativi. Ho fondato YHOP tre anni fa con l’obiettivo di mettere a disposizione della filiera agro-alimentare , nello specifico la filiera della birra, uno strumento tecnologico, una piattaforma software, che potesse garantire la tracciabilità di filiera del prodotto birra assicurando trasparenza a tutti i livelli. Dal produttore al consumatore. Tutti noi. Appunto per contribuire al miglioramento di una filiera che ha un impatto concreto sulle nostre vite. E poi la birra è uno degli oggetti sacri di noi nerd 🙂

Sensoworks è una startup innovativa nata a Febbraio del 2020, co-fondata con GreenVulcano Technologies gruppo industriale che opera nel settore dell’ICT dal 2001 e con il quale condividiamo esattamente le stesse passioni, la stessa voglia di proporre tecnologie innovative al servizio di tutti. Certo, Sensoworks opera in un contesto di gran lunga differente rispetto a YHOP. Ci occupiamo di monitoraggio infrastrutturale attraverso la piattaforma tecnologica Sensoworks (prende il nome dall’azienda), interamente sviluppata nei nostri laboratori di ricerca e sviluppo di Roma e Napoli. La vision è chiara: impiegare tutte le nostre abilità, tutti i nostri prodotti e servizi per avere infrastrutture che durino di più, potenzialmente anche di più dei ponti e delle strade costruite dagli antichi Romani. Ancora una volta, tecnologia che contribuisce al miglioramento delle nostre vite. Quanti di noi oggi percorrono in auto o in treno strade, viadotti, tunnel ? Ecco credo sia abbastanza evidente.

Gennaio 2020: quale era la roadmap di Sensoworks per l’anno che sarebbe venuto? 

Partiamo da Ottobre 2019 quando insieme ai miei soci discutevamo di quali dovessero essere gli investimenti da affrontare per proporre sul mercato una tecnologia che fosse realmente valida, utile. Ricordo esattamente le giornate trascorse con Alfredo, Ciro e Gianfranco trascorse tra piani finanziari, roadmap di prodotto, strategie di marketing e commerciali. Pianificammo tutto nei minimi dettagli, d’altronde bisogna partire da basi solide se si vuole realizzare un’idea. A Gennaio 2020 avevamo consolidato tutte le nostre idee: Partiamo! Iniziammo a sondare il mercato a partire dai nostri contatti, il network. Cominciamo a lavorare sul prodotto, la piattaforma tecnologica per l’appunto. Poi arriva la pandemia. COVID-19. Certo tutto potevamo immaginarci durante le nostre lunghe riunioni di Ottobre tranne che un pandemia globale con effetti devastanti sulla salute e sull’economia del nostro paese. Non ci siamo dati per vinti, siamo persone a cui piace pensare che situazioni come queste possano creare delle opportunità. Decidiamo quindi di portare a vantaggio questo periodo drammatico, continuando ad investire nello sviluppo della piattaforma nell’attesa che il mercato mostrasse un minimo di ripartenza. La minima opportunità. Non abbiamo pensato neanche per un attimo al pivoting, nè a cambiare radicalmente. Abbiamo soltanto cercato di mantenere salda la rotta e di traguardare gli obiettivi, almeno sul fronte dello sviluppo tecnologico e sul posizionamento dell’azienda nel mercato di riferimento. Abbiamo portato a nostro vantaggio una situazione che onestamente era diventata tutt’altro che vantaggiosa.

Il piano aziendale 2020 ha retto lo scossone (ancora assolutamente vibrante) della pandemia? Se sì, come hai fatto?

Lo scossone lo abbiamo retto, con resilienza e tanta voglia di portare a termine quello che ci eravamo prefissati per quest’anno. Certo i risultati in termini di fatturato non li abbiamo raggiunti ma abbiamo lavorato per farci trovare pronti. I primi progetti sono arrivati nell’ultimo quarter. E poi onestamente le “vibrazioni” sappiamo come monitorarle! :-). Abbiamo sostenuto i costi di sviluppo e di posizionamento (marketing) grazie ai nostri investimenti, capitalizzando quindi l’azienda. L’unica cosa da fare era portare avanti lo sviluppo del prodotto per farci trovare pronti alla ripartenza. E ci siamo riusciti.

Come si è modificato il tuo lavoro in startup da aprile in poi? E quello su ponti e pale eoliche?

La lezione più grande che ho imparato, purtroppo, grazie alla pandemia è stata quella di resistere, fare squadra, sostenersi l’un l’altro senza perdere di vista l’obiettivo comune. Da startupper già conoscevo cosa significa lavorare sodo, rimboccarsi le maniche quando tutto sembra andare contro i tuoi piani, le tue ambizioni. Ma non si smette mai di imparare, è proprio vero! Il team è fondamentale, se si è uniti si affronta tutto, anche sfide enormi come questa pandemia. Ho sempre cercato di trasmettere positività, tranquillità e tanta voglia di continuare, di insistere, a tutto il team. Il mio primo pensiero va a tutti loro prima di ogni cosa. L’azienda sono le persone che ne fanno parte. Io sono solamente  quello che ha il compito di sostenerli, di guidarli. L’anima sono loro! Questi sono i fondamenti sui quali baso gran parte delle attività di cui, da CEO, mi occupo tutti i giorni. Sui ponti e sulle pale eoliche (eh eh) ci siamo tornati da un paio di mesi, certo sarebbe stato più bello ad aprile, in primavera, con le belle giornate!

Proviamo a fare un resoconto di quest’anno? Cosa porterai con te nel 2021 e cosa invece vuoi proprio lasciare indietro?

Nel 2021 porto sicuramente la grande forza con la quale abbiamo affrontato questo 2020, strano, inaspettato, imprevedibile. Ripartiamo con tanta voglia di proporre tecnologie innovative al servizio di tutti. Siamo comunque consapevoli che anche il 2021 sarà un anno difficile, questa pandemia ha modificato gli assetti economici e sociali del paese per cui non sarà facile. Ma accogliamo la sfida ed affronteremo il 2021 con la stessa tenacia con cui abbiamo portato a casa questo 2020. Onestamente non lascerei nulla indietro di questo 2020, certo non augurerei a nessun abitante di nessun pianeta di vivere una pandemia come questa, ma tutto quello che ci è capitato e che abbiamo affrontato non lo lascio indietro. Ci ha dato forza, ci ha fatto crescere e stimolato a fare ancora meglio in futuro.

Come da tradizione: tre buoni propositi per il prossimo anno!

Consolidare Sensoworks come piattaforma di monitoraggio dinamico delle infrastrutture. Strade, autostrade, viadotti sono alla base delle nostre vite. Collegano famiglie lontane e ci permettono di viaggiare, di vivere la vita nelle città, di migliorare il nostro impatto sulla Terra.

Incentivare l’adozione di politiche di welfare aziendale. Credo fortemente nel mantenere equilibrata la bilancia vita privata-vita lavorativa per cui introdurremo per tutti i dipendenti un giorno di day-off al mese, bonus economico da spendere in attività culturali, bonus economico per l’adeguamento delle postazioni di lavoro in smart working e tante altre iniziative.

Che i miei compagni di viaggio, soci, collaboratori, dipendenti, partner e le loro famiglie riescano ad affrontare al meglio un anno difficile come il prossimo.

Grazie Niccolò!

MOBILITÀ SOSTENIBILE, ENERGIE RINNOVABILI, GRANDI EVENTI SCIENTIFICI DI CARATTERE INTERNAZIONALE, OCCUPAZIONE DI QUALITÀ, TURISMO SCIENTIFICO E SOUTH WORKING: SENSOWORKS RILANCIA L’IDEA DI UNA CAPITALE CHE DIVENTI SEMPRE PIÙ LA «SILICON VALLEY» DEL NOSTRO PAESE.

Il rinascimento dell’Italia? Parte da Roma. A cominciare da una gestione del lavoro e dei processi aziendali più flessibili e moderni in ottica futura, nella Capitale si sta rafforzando un importante tessuto imprenditoriale altamente innovativo e competitivo anche a livello internazionale. Così —dopo Covid 19 e l’affermarsi del «south working»— Roma supera Milano in quanto ad organizzazione e cultura aziendale. Ecco la strategia italiana disegnata dagli esperti di Sensoworks che partendo proprio dalla Città Eterna si propongono di conquistare anche l’America: dal «south working» al «global italian working» da promuovere nel mondo.

(AJ-Com.Net) - ROMA, 12 OTT 2020 - «Dalla costruzione di un clima di fiducia alla valorizzazione dell’adattamento e della flessibilità delle persone che condividono lo stesso ambiente di lavoro, dalla condivisione delle informazioni ad ogni livello gerarchico alla ricerca di una maggiore efficienza economica e produttiva attraverso un lavoro di squadra naturalmente portato verso l’innovazione, le aziende romane sono sempre più competitive» sostengono gli analisti di Sensoworks  (https://test2.hueval.com), la startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme multilivello.

Ponendo l’uomo sempre in primo piano e marcando il passo con un’economia sempre più globalizzata, Roma supera così Milano in organizzazione e cultura aziendale, aspetti spesso non immediatamente visibili, ma che nel Centro e Sud Italia sono più profondi e radicati rispetto al Nord Italia.

RINASCIMENTO
Il rinascimento tecnologico dell’Italia parte dunque dalla valorizzazione di una cultura interna delle aziende dove l’uomo è sempre in primo piano e dove si guarda all’ambiente come una risorsa di tutti, al di là di ogni confine nazionale. Questo l’assioma di partenza di Sensoworks, perché —secondo i fondatori dell’azienda— il progresso tecnologico dipende soprattutto dalla componente umana e dalla «capacità umana» dei soggetti che sviluppano, implementano e utilizzano la tecnologia.

«Si tratta di un nuovo umanesimo che passa anche dall’Intelligenza Artificiale ma che vede l’uomo sempre al centro, cominciando dalla nostra cultura aziendale» spiega Niccolò De Carlo, ceo e co-fondatore di Sensoworks (https://test2.hueval.com).

I fondatori dell’azienda hanno sempre insistito sullo sviluppo di una forte cultura di base, orientata all’innovazione, alla qualità, al servizio ed alla competitività, ponendo il profitto in secondo piano e privilegiando non solo la ricerca ma anche la promozione di quei valori umani che caratterizzano il «roman way of working».

Valori che più in generale sono diffusi in tutto il Sud Italia, tanto da portare dopo Covid-19 alla nascita ed alla rapida espansione del fenomeno del «south working», il lavoro smart dal Sud.

E Sensoworks —tra gli attori principali di questa rivoluzione— ha infatti la sua sede principale nella Capitale italiana ed uffici anche a Napoli. «Per un settore di per sé freddo come il nostro, legato soprattutto all’Intelligenza Artificiale, un approccio freddo non avrebbe potuto certo giovare, soprattutto in un momento in cui l’Italia fa fatica a reggere il ritmo delle altre grandi economie europee tanto dal punto di vista della produzione industriale quanto da quello della competitività delle imprese» sostiene il ceo Sensoworks.

«Di fronte a noi —prosegue De Carlovi è la possibilità di vivere un vero e proprio rinascimento tecnologico attraverso uno sviluppo “più umano” di algoritmi predittivi. E noi ci siamo riusciti».

Il successo di questa strategia è arrivato rapidamente con i primi progetti di monitoraggio dinamico realizzati per Acea, Anas ed Autostrade, solo per fare alcuni nomi.

Ed ora l’azienda romana ha aperto uffici anche a Boston, da dove si propone di conquistare presto tutta l’America. Per il quartier generale Oltreoceano ancora una volta Sensoworks ha infatti preferito una città «calda» dal punto di vista umano piuttosto che puntare sulla fredda New York.

Scelte difficili, perché certo un quartier generale a Milano —così come avverrebbe nella Grande Mela— porterebbe a semplificare molte cose e consentirebbe di guadagnare di più. Ma si perderebbe parte di quell’umanesimo e di quella cultura aziendale che Sensoworks pone alla base di ogni decisione.

«Per noi l’evoluzione degli algoritmi e dell’Intelligenza Artificiale che ne è alla base deve necessariamente trasformarsi in un vantaggio per la collettività, cittadini e imprese» assicura Niccolò De Carlo.

Nel settore in cui opera la startup romana, quello del monitoraggio infrastrutturale —e quindi della sicurezza fisica dei nostri ponti, delle nostre strade e delle nostre strutture architettoniche—, il fattore umano è ancora più decisivo, perché l’Intelligenza Artificiale non è di per sé intelligente.

«Se utilizzati in modo inefficiente gli algoritmi producono —anzi ri-producono ed amplificano— l’inefficienza, mentre se si utilizzano in modo intelligente l’intelligenza ne risulta anch’essa amplificata» conclude il ceo di Sensoworks.

Così si può evitare la «Sindrome Cinese» che ha portato al crollo del colossale ponte di Harbin Yangmingtan, considerato un capolavoro ingegneristico, lungo oltre 15 chilometri e costato 268 milioni di dollari, venuto giù dopo appena 9 mesi. O anche la «Sindrome Americana» che ha portato al crollo del ponte pedonale da 14,2 milioni di dollari a Miami, progettato per durare 100 anni e per resistere ad uragani forza 5. A pochi giorni dalla costruzione, invece, le 950 tonnellate di cemento del ponte pedonale che collegava il campus della Florida International University con la città si sono schiantate su un’autostrada ad 8 corsie.

Questi disastri accadono quando le competenze umane sono solo quelle tecnico-scientifiche senza in considerazione quelle competenze complementari alla capacità delle macchine. Anche perché in molte attività l’uomo è ancora superiore, soprattutto in quelle che consistono nel sapere utilizzare la macchina al meglio: il calcolo non può funzionare meglio delle nostre intuizioni, perché l’algoritmo —senza l’uomo— è un qualcosa di neutro, è solo un programma.L’Intelligenza Artificiale made in Italy —dunque— non può prescindere dall’uomo. È questa la visione di Sensoworks ed è questa l’essenza del nostro Paese. Il Paese del sole e del mare, del bello e del fatto ad arte, dell’innovazione tecnologica ma anche e soprattutto dei valori, delle tradizioni e di quella «umanità» da sempre apprezzata in tutto il mondo.

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